SERVI E ZERBINI
L’Italia è ufficialmente il cinquantunesimo stato del Paese
degli yanqui; se qualcuno aveva bisogno dell’ennesima riprova di questo, la
vicenda che vede il Governo italiano - insieme con quelli di alcune delle altre
Nazioni europee - impegnato nel tentativo di catturare, per conto
dell’amministrazione che ha sede a Washington District of Columbia, la talpa
del Datagate, l’ex dipendente dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza (Nsa)
Edward Snowden, ne è l’ennesima riprova.
Prima l’indecente chiusura dello spazio aereo italiano per non far transitare
sopra i propri cieli l’aereo del presidente boliviano Evo Morales, che era
sospettato di trasportare lo spione nel proprio Paese: in questo modo - dato
che anche Spagna, Portogallo, e Francia, hanno operato in questa maniera - ha
dato modo ad altri servi degli yanqui di obbligare il suddetto aereo
presidenziale ad atterrare d’urgenza a Vienna, per essere controllato; ed in questo
caso non si può che essere indignati, come lo stesso presidente boliviano, per
il trattamento da delinquente che gli è stato riservato.
Poi, siccome non bastava, la ministra Bonino, fedele serva degli imperialisti
d’oltreoceano, ha insistito nel suo atteggiamento da zerbino, verso Barack
Hussein Obama ed i suoi tirapiedi, negando con fermezza l’asilo politico allo
Snowden: il tutto, naturalmente, per compiacere i suoi padroni di oltre oceano,
anche se lei si giustifica asserendo che “non sussistono le condizioni tecnico
giuridiche”, ma pur ammettendo, subito appresso, “e nemmeno quelle politiche”.
Non si sono fatte attendere le reazioni a questo schifoso comportamento
della ministro degli Esteri italiano; quelle delle varie destre sono
conseguenti alle loro vomitevoli posizioni, e sinceramente faccio a meno di
commentarle: mi limito a quanto dichiarato da chi si posiziona a sinistra del
Partito (sedicente) Democratico.
I due sedicenti partiti ‘comunisti’ istituzionalisti danno sfoggio di tutta la
loro grinta: il Partito dei Comunisti Italiani parla di “atto di servilismo”,
mentre la dirigenza di Rifondazione Comunista - come se non si potesse chiedere
l’uscita dell’Italia dalla sudditanza atlantica, e allora si ripiega sul suo
dissolvimento - domanda di “chiudere al più presto la Nato”, mentre le minoranze
interne trotzkiste (ControCorrente e Falcemartello) non biascicano parola; in
pratica poco più che il ruggito del coniglio, ma sempre meglio di quanto riesce
a fare Sinistra Ecologia e Libertà che definisce “grave quanto accaduto
al presidente della Bolivia”, ma poi si limita a chiedere che “Bonino riferisca
in aula”, come se ciò fosse sufficiente a riparare la brutta figura rimediata
dall’Italia nei confronti della Bolivia e dei paesi amici sudamericani.
Totale silenzio invece da parte delle componenti trotzkyste italiane: nessuna
parola dal Partito di Alternativa Comunista, allo stesso modo - a giudicare dai
loro sito web - non proferiscono parola né il Partito Comunista dei Lavoratori,
né Sinistra Critica. Resta da segnalare l’unica presa di posizione condivisibile
sulla vicenda; si tratta di quella di CSP-Partito Comunista che, attraverso il
suo segretario nazionale Marco Rizzo, chiede “dimissioni Ministro Bonino per
violazioni del diritto internazionale sul blocco dell’aereo del Presidente Morales”,
e conclude definendo l’Italia una “ colonia USA e UE”.
Genova, 05 luglio 2013
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
http://pennatagliente.wordpress.com
Dichiarazione di Edward Snowden da Mosca
http://wikileaks.org/Statement-from-Edward-Snowden-in.html?snow
a fronte della vicenda su descritta dal compagno Ghio, vogliamo rendere pubblica la lettera scritta al nostro Ministro Bonino dallo stesso Edward Snowden, in cui chiedeva asilo politico al nostro paese e che gli è stato seccamente negato. Ecco il testo:
(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)
Lunedì, 1 luglio 2013, 21:40 UTC
Una settimana fa ho lasciato Hong Kong dopo che era apparso chiaro che, per avere rivelato la verità, la mia libertà e la mia sicurezza erano minacciate.
La mia libertà è stata preservata, e questo è stato possibile grazie agli sforzi di amici vecchi e nuovi, a quelli della mia famiglia, e di altri che non ho mai incontrato e che probabilmente mai incontrerò. A tutti costoro ho affidato la mia vita, e loro hanno ricambiato questa fiducia confidando in me, per cui a queste persone sarò grato per sempre.
Giovedì, il Presidente Obama ha dichiarato al mondo che non avrebbe permessa alcuna “intromissione” di maneggi diplomatici sul mio caso.
Eppure, ora viene riportato che, dopo aver promesso di non farlo, il Presidente ha ordinato al suo vice-Presidente di esercitare pressioni sui leader delle nazioni a cui ho chiesto protezione di negare le mie istanze di asilo.
Questo tipo di raggiro da parte di un leader mondiale non è giustizia, né lo è la pena “extragiudiziale” dell’esilio.
Questi sono vecchi, pessimi metodi di aggressione politica. Il loro proposito è di spaventare, non me, ma coloro che verranno dopo di me.
Per decenni gli Stati Uniti d’America sono stati uno dei più accaniti difensori del diritto umano di chiedere asilo. Purtroppo, questo diritto, sancito e votato dagli Stati Uniti nell’articolo 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, ora viene respinto dall’attuale governo del mio paese.
L’amministrazione Obama ha ora adottato la strategia di usare la cittadinanza come arma. Anche se io non sono stato condannato di nulla, mi hanno unilateralmente revocato il passaporto, rendendomi una persona senza nazionalità. Senza alcun ordine giudiziario, l’amministrazione ora cerca di impedirmi l’esercizio di un diritto fondamentale. Un diritto che appartiene a tutti. Il diritto di chiedere asilo.
In definitiva, l’amministrazione Obama non ha paura degli “informatori” come me, come Bradley Manning o come Thomas Drake. Noi siamo apolidi, imprigionati o impotenti.
No, l’amministrazione Obama ha paura di voi! Sì, ha paura dell’opinione di cittadini informati, consapevoli e arrabbiati, che esigono dal governo costituzionale ciò che era stato loro promesso - e fa bene ad avere paura.
Sono risoluto nelle mie convinzioni e impressionato dai tentativi messi in atto da così tanti.
Edward Joseph Snowden
La posizione ufficiale dell’Italia
(Elaborazione di Curzio Bettio da comunicati stampa e video relativi)
4 luglio 2013
Il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, riferisce alle Commissioni riunite alla Camera: “la richiesta della talpa del Datagate non è ammissibile né dal punto di vista giuridico né sul piano politico.”
Il programma di Washington? “Non siamo stati coinvolti, né consultati, né informati”.
“Non sussistono le condizioni”, né dal punto di vista giuridico né sul piano politico perché l’Italia possa accettare la richiesta di asilo avanzata da Edward Snowden.
Dunque, anche l’Italia respinge ufficialmente la richiesta della talpa del cosiddetto Datagate, da giorni fermo nell’area transiti dell’aeroporto di Mosca.
Ma dall’esponente del governo è arrivato anche l’annuncio che sulla vicenda si terrà un incontro tra Stati Uniti e Unione Europea, lunedì 8 luglio. E la precisazione che “…ad oggi non risultano elementi di spionaggio all’ambasciata italiana a Washington”.
A proposito dell’episodio dell’aereo del Presidente boliviano Evo Morales, la titolare della Farnesina ha detto che “l’Italia non ha avuto nulla a che fare”.
Bonino e gli Stati Uniti: “abbiamo bisogno gli uni degli altri.”
La richiesta di asilo, ha detto Emma Bonino, è giunta via fax all’ambasciata italiana di Mosca nella mattinata di martedì 2 luglio.
Dal punto di vista giuridico, ha aggiunto il ministro Bonino, “la normativa italiana e quella di molti altri Paesi prevede che la domanda di protezione internazionale debba essere presentata personalmente alla frontiera o sul territorio nazionale”.
Sul piano politico il ministro ha spiegato che “il chiarimento delle questioni sollevate risponde prima di tutto a questo obiettivo comune. Questa vicenda, se non chiarita, verrebbe a nuocere tanto agli Statunitensi che a noi, in un momento in cui abbiamo più che mai bisogno gli uni degli altri”.
Come si può vedere una presa di posizione ufficiale, quella del governo italiano, condensata di ipocrisia, servilismo ed opportunismo